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La tecnica Supracor

Come molti di noi hanno sperimentato dopo i 45 anni, l’indurimento del cristallino provoca l’insorgenza di una progressiva ed ingravescente difficoltà a leggere e svolgere attività per vicino, detta presbiopia. Questa situazione peggiora piano piano fino a stabilizzarsi dopo i 60 anni e crea moltissimo disagio in chiunque la provi. Solo recentemente è stata sviluppata una nuova tecnica laser che permette di correggere sia il difetto visivo preesistente (miopia, astigmatismo e ipermetropia) sia la presbiopia che sia insorta successivamente. Quindi possiamo liberarci di tutti gli occhiali con una altissima precisione e con un intervento che non tocca la parte interna dell’occhio.

Inoltre il recupero è praticamente immediato e l’intervento stesso dura pochi minuti con una leggera anestesia solo con goccine.

Il Risultato

Questo straordinario risultato si realizza perché il laser ad eccimeri ora è in grado di realizzare un preciso trattamento a curvatura variabile, che consente di avere quindi più punti di fuoco sulla retina, a varie distanze. L’assoluta assenza di fastidi postoperatori e l’immediato recupero è possibile grazie al pretaglio del laser a femtosecondi, che precede il rimodellamento corneale del laser ad eccimeri e che crea un flap (un lembo) di tessuto corneale che , riposizionato, sigillerà tutto il trattamento.

L’intervento si realizza tutto sulla superficie oculare e quindi è ad altissima sicurezza per la sterilità e praticamente non invasivo.

Il Recupero

Il recupero dopo l’intervento è velocissimo e già il giorno dopo il paziente può buttare gli occhiali. A secondo delle addizioni decise in fase di preparazione dell’intervento potrebbe essere necessario, solo per leggere i caratteri più piccoli, un leggero occhiale, ma nella vita normale e di tutti in giorni il paziente sarà libero dalle lenti e potrà svolgere tutte le sua attività vedendo perfettamente a tutte le distanze.

Conclusioni

Come tutti gli interventi di chirurgia refrattiva non tutti gli occhi hanno le corrette caratteristiche per essere operati con questa tecnica innovativa. Sarà sempre necessaria una completa visita oculistica ed una serie di esami dedicati, da svolgersi in strutture adeguatamente attrezzate per sapere se i nostro occhi sono compatibili con la tecnica SUPRACOR e se otterremo il risultato completo che cerchiamo.

Applicazioni Cliniche

L’aberrometria e la valutazione dell’angolo K trovano ampio impiego in una varietà di contesti clinici. Ad esempio, nell’ambito della chirurgia refrattiva, queste tecniche consentono di pianificare interventi come la LASIK (keratomileusis assistita dal laser in situ) in modo preciso e accurato, massimizzando i risultati visivi per il paziente. Inoltre, sono utilizzati nella gestione di condizioni oculari complesse, come il cheratocono, per monitorare i cambiamenti nella forma della cornea nel tempo. L’aberrometria poi è essenziale nel calcolo e nella valutazione delle IOL premium, EDOF, trifocali e toriche.

Conclusioni

In sintesi, l’aberrometria e la valutazione dell’angolo K rappresentano due pilastri fondamentali della diagnosi oftalmologica moderna. Questi strumenti forniscono informazioni essenziali sulla struttura e sulla funzione degli occhi, consentendo agli specialisti di personalizzare i trattamenti per migliorare la qualità della vita dei pazienti. Grazie ai continui avanzamenti tecnologici in questo campo, possiamo aspettarci ulteriori miglioramenti nella diagnosi e nella gestione delle condizioni oculari, portando a una visione più chiara e nitida per tutti.

Quindi dopo esserci sottoposti alla visita ed agli specifici esami potremmo discutere con il nostro oculista l’approccio migliore per liberarci degli occhiali in modo definitivo!

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