Visita oculistica senza gocce

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La visita più moderna, completa e meno fastidiosa di sempre

Durante la visita oculistica eseguita in un centro di alta specializzazione sono obbligatori molti passaggi che includono sempre l’instillazione di vari tipi di colliri. In particolare, prima di prendere il valore del tono oculare con i mezzi tradizionali (tonometro ad applanazione di Goldmann) bisogna instillare un collirio anestetico e lo stesso conetto del tonometro che tocca l’occhio del paziente deve essere sterilizzato con un prodotto chimico aggressivo che va ben rimosso perché irritante per l’occhio. Dopo questa piccola anestesia il paziente deve stare attento a non toccarsi l’occhio perché potrebbe prodursi una ferita accidentale senza accorgersene. Poi bisogna mettere una goccia o due di midriatico per dilatare la pupilla e quindi vedere il fondo oculare e questo di solito limita la vista nelle ore successive e spesso impedisce di lavorare o guidare dopo la visita. Inoltre tutti i colliri possono dare effetti collaterali magari nei giorni successivi con irritazioni e fastidi, soprattutto in soggetti allergici e delicati. Ma è ovvio che questi esami sono fondamentali e necessari e quindi si devono fare.

Presso Microchirurgia Villa Massimo (MVM) però abbiamo evoluta una visita di qualità ancora superiore alla tradizionale che si può fare tutta senza mai instillare colliri, cioè farmaci in gocce. Questo è stato possibile grazie all’adozione di macchinari avanzatissimi e sempre a disposizione a MVM. Questi macchinari danno inoltre moltissime più informazioni sulla salute degli occhi rispetto alle tradizionali e vecchie tecniche di acquisizione.

Cominciamo dall’essenziale TONOMETRIA.
Si tratta di vedere se il tono oculare è alto e quindi può danneggiare il nervo ottico. Questo quadro può arrivare anche ad una temibile malattia chiamata Glaucoma. Normalmente si deve metter una goccia di anestetico, aspettare che agisca, metter una goccia di colorante fluoresceinico, spesso un po’ urticante, e poi schiacciare con il tonometro, in modo meccanico una parte della cornea. Il valore che abbiamo è il tono oculare ma non abbiamo nessun valore per lo spessore corneale, cosa che incide molto sulla correttezza della misurazione. Presso il nostro centro abbiamo adottato l’innovativo Nidek Tonoref III , macchina evoluta che fra le altre cose rileva il tono con una serie di leggeri “soffi “ di aria sterile senza toccare la cornea di grande affidabilità e poi misura con precisione lo spessore corneale. Il computer ci da istantaneamente il valore della pressione oculare vera, incrociando subito i dati. Questo permette di avere in pochi secondi la stima più accurata di sempre della pressione e poter impostare o meno la terapia immediatamente. Inoltre l’atraumaticità della misurazione ci consente di farla anche a bambini piccoli che non tollererebbero la vecchia procedura, identificando quindi i pericolosi glaucomi infantili.

Altra fase che abbiamo del tutto innovato rendendola non fastidiosa ma molto più ricca di informazioni è l’esame del fondo oculare. Di solito dopo le fastidiose gocce di collirio midriatico bisognava aspettare almeno una ventina di minuti perché la pupilla si dilatasse e seguiva un fastidioso esame con la forte luce degli oftalmoscopi. Spesso il paziente aveva difficoltà a muovere l’occhio e rimaneva abbagliato per qualche minuto e l’occhio rimaneva dilatato a lungo non permettendo di guidare, per esempio. Comunque, se l’oculista avesse visto delle lesioni avrebbe dovuto descriverle in modo approssimativo con delle parole o disegni a mano, per poterle riconfrontare con quelle della visita successiva. Tutto questo è superato dall’adozione dello straordinario Nikon Sylvestone Optos OCT. Questo avanzatissimo apparecchio (ad oggi l’unico presente a Roma) a cui abbiamo dedicato un articolo specifico, effettua una velocissima ripresa con tre laser ad alta definizione di tutta la retina fino alla parte più periferica, senza bisogno di dilatare la pupilla, grazie alla fulminea rotazione di uno specchio concavo di argento. La ripresa, con questa metodica non perde definizione neanche nella parte più esterna della retina e può essere immediatamente esaminata dall’Oculista che può anche ingrandire i particolari che gli interessano o filtrare gli strati retinici per definire meglio delle forme
patologiche come i nei per esempio. L’ulteriore fantastica evoluzione è dovuta al fatto che possiamo fare contestualmente anche una tomografia della macula (Optical coherence tomography) che ci permette di valutare la presenza di maculopatie. Per finire queste immagini che restano registrate nel computer possono essere riviste alla visita successiva per gli opportuni paragoni e possono essere anche stampate o messe in una chiavetta perché il paziente le possa portare con sé come cartella personale.
Per concludere il quadro dobbiamo dire che tutta questa completissima ed evolutissima visita prende pochissimo tempo ed il paziente esce con la più veloce, completa, evoluta ed innocua visita oculistica di sempre.